giovedì 24 settembre 2015

IL CANOTTAGGIO

Il canottaggio è uno sport in cui l’atleta usa come mezzo specifico un’ imbarcazione mossa mediante remi e con il solo ausilio della forza muscolare. Forzando un poco i termini di una corretta denominazione degli attrezzi sportivi, il canottiere si muove su di un “grande attrezzo”, la barca, manovrando un “piccolo attrezzo”, il remo; il tutto si sposta su di un elemento inquieto e idrodinamicamente complesso, rappresentato dall’acqua del bacino da regata.
Apparentemente semplice, il canottaggio è uno sport dalle mille difficoltà, e che richiede, tra l’altro, a chi lo pratica duttilità motoria, spiccata capacità di coordinazione e notevole senso dell’equilibrio dinamico:
  • La sequenza dei movimenti esige passaggi multipli ed immediati da un massimo di tensione dei muscoli impegnati ad una massima decontrazione possibile di essi, in concomitanza dell’inversione del verso del movimento;
  • bisogna saper coordinare i propri movimenti con quelli degli altri vogatori con cui si agisce insieme;
  • metà del ciclo di voga si compie con un inabituale movimento all’indietro e, in cinque imbarcazioni sulle otto previste dal codice delle regate, per taluni vogatori anche con la necessità di correggere la rotta della barca, diretta verso una meta situata alle spalle;
  • in alcune fasi della sua azione (attacco e finale) al canottiere è richiesta rapidità di esecuzione e tempo di reazione degni di un pugile o di uno sprinter;
  • i movimenti del canottiere vanno regolati sulla velocità dell’imbarcazione, che varia continuamente per il variare della condizione di gara e del campo di gara;
  • il beccheggio ed il rollio dell’imbarcazione richiedono il controllo di tutti i movimenti dannosi e l’effettuazione di quelli compensatori.
Escludendo le gare delle categorie inferiori e quelle regolate da specifici codici, le competizioni di canottaggio si svolgono sulla distanza di 2000 metri in linea retta. Tale distanza è percorsa in un tempo che per condizioni di gara e tipi di barche diversi oscilla tra i 5 ed i 9 minuti.
La suddetta durata della regata fa collocare il canottaggio tra gli sport di tipo misto, aerobico-anaerobico.

CENNI DI STORIA DEL CANOTTAGGIO
La più antica regata nota con il nome di  “Doggett’s  Coat and Badge” risale al 1715 e fu ideata per commemorare la salita al trono di re Giorgio I, si svolgeva sul Tamigi ed è giunta oggi alla 222° edizione.
Fino al 1857 il canottaggio viene eseguito su barche tozze, pesanti e con sedile fisso, in questo anno un americano S.C.Rabkok introduce il “sedile scorrevole”, il quale permette l’utilizzo delle gambe oltre a quello delle braccia, rendendo il gesto della vogata molto più efficiente.
L’era moderna dello sport del remo si apre il 10 gennaio del 1829 alle ore 19.56 ad Henley in Inghilterra con la famosa “Boats Race” cioè la prima Oxford-Cambrige.
Nel 1892 viene fondata la FISA (Federation Internationale Des Societè d’Aviron), che organizza nel 1893 un Campionato del Mondo riservato ai soli uomini , solo nel 1954 vengono ammesse alle regate anche le donne.
Sin dalla prima Olimpiade moderna (1900) il canottaggio compare nel programma olimpico.
Nel 1974 viene introdotta la categoria dei pesi leggeri (peso massimo 72 Kg con una media per equipaggio di 70 Kg). La categoria corrispondente per le donne (peso massimo 59Kg e media di 57 Kg per equipaggio) è stata creata nel 1984.
Numerose sono state le innovazioni tecnologiche introdotte nel mondo del canottaggio:
1.    L’utilizzo di moderni materiali sintetici come kevlar e carbonio al posto del legno prima e della vetroresina poi.
2.    L’introduzione nel 1991 delle “big blade”, (pale a mannaia) le nuove pale di forma trapezioidale che gli studi recenti di Affeld (1993) hanno dimostrato una efficienza maggiore del 3% rispetto ai precedenti remi .
3.    L’introduzione del “remoergometro” attrezzo da sala che permette di vogare a secco e “indoor” che ha dato un grande impulso agli allenamenti e permette una migliore selezione degli atleti.

I FRATELLI ABBAGNALE

I fratelli Abbagnale, Carmine e Giuseppe, sono nati in un piccolo paese frazione di Pompei. Fanno parte di una famiglia numerosa: Mamma Virginia, papà Vincenzo e i fratelli Agostino, Maria e le gemelle Rosanna e Nunzia. Il padre possedeva un ampio terreno, dove tutti lavoravano: coltivavano fiori e ortaggi da esportare. Giuseppe e Carmine si sono avvicinati al mondo del canottaggio grazie allo zio Giovanni La Mura, ex canottista. I due hanno subito amato questo sport: si svegliavano alle cinque, correvano fino a Castellamare (5 km andata, 5 ritorno), facevano riscaldamento e uscivano in barca a remare fino alle 8, una volta finito l’allenamento, si lavavano velocemente e andavano a scuola. Ma non era finita qua: una volta tornati a casa, bisognava aiutare la famiglia e dunque lavorare dei campi. Una vita di sforzi, fatiche, passione, e tanta voglia di fare.
DELMATI / LAPRESSE
Sforzi che sicuramente sono stati ripagati, perché i fratelli Abbagnale sono subito diventati famosi, vincendo i campionati mondiali di Monaco nel 1981. Da lì non hanno fatto altro che accumulare una serie di successi, uno dietro l’altro, campioni del mondo nel 1982, 1985, 1987, 1989, 1990, 1991, negli anni in cui non hanno vinto l’oro, sono comunque riusciti a classificarsi secondi o terzi, e hanno vinto due medaglie d’oro ai giochi olimpici, una nel 1984 a Los Angeles, una nel 1988 a Seul e una d’argento nel 1992 a Barcellona.
Due fratelli che hanno fatto la storia del canottaggio italiano e mondiale, una leggenda nel mondo della canoa, simboli di genuinità e semplicità.
Anno
Manifestazione
Sede
Evento
Risultato
Oro Oro
Oro Oro
Argento Argento
Due con
Oro Oro
Due con
Oro Oro
Due con
Bronzo Bronzo
Due con
Oro Oro
Due con
Argento Argento
Due con
Oro Oro
Slovenia Bled
Due con
Oro Oro
Due con
Oro Oro
Due con
Oro Oro
Due con
Argento Argento
 -Andreina Elefante, Raffaella Parisi, Teresa Parisi, Federica Scarfato, Annarita Cozzolino, Ilaria Ravotti.

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